La storia

Quando nel 1889, Angelo Orsoni intraprese la via di Parigi forse non immaginava nemmeno il successo che avrebbe accompagnato la sua idea originale e coraggiosa. Ma una cosa è certa: quel quarantenne dall’aria decisa e risoluta giocava una scommessa importante: dimostrare a tutti, e prima di ogni altro a se stesso, che nel grande recinto dell’Esposizione Internazionale di Parigi, accanto alle più ardite realizzazioni della tecnica proiettate verso il futuro, poteva esistere un posto d’onore per un materiale nobile e antichissimo: il mosaico. Il successo fu grandissimo: quel pannello multicolore, nato come campionario di smalti e ori musivi, rappresentava per Angelo Orsoni il primo importante traguardo di una vita votata al mosaico.

Era nato, Angelo Orsoni, attorno alla metà dell’Ottocento a Murano, aveva trascorso una giovinezza come tante, da operaio in una delle tante fornaci di vetro. Ben presto, però, si appassionò al lavoro: si specializzò nella fabbricazione del cristallo, dei vetri colorati e dell’avventurina.

Si accorse di lui il celebre mosaicista Giandomenico Facchina, che nel 1877, aprendo a Venezia una fornace per la fabbricazione delle tessere da mosaico, lo volle con sé come tecnico addetto alla lavorazione degli smalti. Facchina si trasferì in Francia, ma il giovane Angelo non volle seguirlo: lo tratteneva, oltre all’amore per Venezia, la certezza di poter realizzare nella sua città il suo sogno di imprenditore. Facchina donò il laboratorio al suo prezioso collaboratore, di cui divenne subito il miglior cliente: era il 1888.

L’anno successivo, l’Esposizione di Parigi. Erano gli anni del liberty, il mosaico usciva dalla sfera limitante dell’arte sacra per scoprire una inedita vocazione civile, nell’arte e nella decorazione. La produzione conobbe una forte ripresa. Agli inizi del secolo Angelo Orsoni trasferiva la fornace dalla primitiva sede della Misericordia alla fondamenta di Cannaregio, dove tuttora si trova.
Mentre affinava ulteriormente la ricerca sul colore, migliorò il processo produttivo, introducendo il riscaldamento a carbone e inventando una pressa a cilindro rotante, in modo da ottenere una maggiore uniformità sulla superficie delle tessere.

Il nome di Orsoni si legò ben presto alla realizzazione di grandi opere, tra cui l’Ecole des Beaux- Arts, il Trocadéro, l’Hotel de la Ville, il celebre Teatro de l’Opéra, la Basilica del Sacro Cuore a Parigi, e poi il Santuario di Lourdes e la Cattedrale di Saint Paul a Londra, per citarne solo alcune. Quando, nel 1921, Angelo Orsoni moriva, il figlio Giovanni ereditava un’azienda oramai affermata in tutta Europa.

L’eredità culturale, oltre che tecnica, del grande Angelo, non fu tradita: si devono alla sapiente opera di Giovanni Orsoni le favolose decorazioni musive delle guglie della Sagrada Familia a Barcellona, frutto del genio di Gaudì e l’interno dell’Altare della Patria a Roma. Giovanni è assistito nel lavoro dal figlio Angelo, che gli succede alla sua morte, nel 1935. Dopo il secondo conflitto mondiale la produzione della ditta Orsoni riprende con nuovo vigore e nuova lena, con Angelo affiancato ora dal figlio Ruggero.

Alla morte del padre, nel 1969, Ruggero continua con passione la tradizione familiare, assieme al fratello Lucio, che introduce, accanto alla produzione degli smalti, una nuova attività: uno studio per la realizzazione di mosaici finiti. I mosaici degli Orsoni hanno fatto ormai il giro del mondo: da San Cristoforo in Belgio al Mausoleo di Ataturk ad Ankara, da Westminster a Londra alle cupole e ai Buddha dorati di Bangkok, dai palazzi dei Re in Arabia Saudita al Forum di Les Halles e al Bassin de la Défense a Parigi, fino alla Pagoda del Gran Palazzo dei Reali di Thailandia.

Nel 2003 Trend Group, fondata nel 2000 da Pino Bisazza, ha acquisito la Angelo Orsoni, arricchendo così l’azienda internazionale, già nota per la produzione e commercializzazione del mosaico industriale, con la storica fornace artigianale veneziana. Lucio Orsoni è tutt’ora consulente artistico nonché Presidente Onorario dell’azienda. Una storia che continua, luminosa, magica e incorruttibile, tessera dopo tessera.